Missaglia Aristide 1894

Nome: Aristide

Cognome: Missaglia

Luogo di nascita: Cesano Maderno

Data di nascita: 07/10/1894

Luogo di morte: Romans (Friuli) nell'Ospedaletto da campo

Data di morte: 29/06/1916

Causa di morte: Asfisia causata da gas asfisiante

Genitori: Enrico e Gaetana Ronchi

Grado: Sergente

Professione: Falegname

Storia del soldato:
Sergente del 10° Reggimento Fanteria 10° Compagnia riceveva una Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: "Offertosi volontariamente riusciva ad irrompere, insieme con altri, in una trincea nemica e vi catturava una mitragliatrice, dando prova di coraggio, calma e sprezzo del pericolo." Bosco Cappuccio, 24 giugno 1916

Note:
Dopo la 5a battaglia dell’Isonzo, sul monte San Michele continuava l'opera di sgretolamento delle difese nemiche da parte della 3a armata italiana: ormai le due linee erano a strettissimo contatto, e la superiorità italiana di armamento creava una situazione insostenibile per austriaci ed ungheresi della 5a armata del generale Boroevic. Iniziavano pertanto, da parte avversaria, i preparativi per un’offensiva con i gas venefici, nuova micidiale arma già utilizzata sin dal 1915 sul fronte franco-tedesco, ma non ancora sperimentata sul fronte italo-austriaco. La nuova arma ed i suoi effetti erano sconosciuti anche agli austriaci, ed il suo uso venne deciso dopo lunghe discussioni. I gas venefici furono lanciati alle prime ore del mattino del 29 giugno dalle trincee presso il paese di San Martino del Carso, preceduti da un intenso fuoco di artiglieria. Le colonne austriache, dopo il lancio dei gas, penetrarono agevolmente nelle prime linee italiane, trovando solo cadaveri o soldati inebetiti dai gas, mentre i soldati ancora validi presi dal panico ripiegavano verso il basso. L'intervento del colonnello Gandolfo, comandante del 10° reggimento, valse a fermare parte degli sbandati che scendevano, mentre il maggiore generale Sailer col resto della brigata Regina, sorretto dall’artiglieria e dalle truppe schierate nel Bosco Lancia, iniziava il contrattacco. Intanto, anche dalle trincee del San Michele il gas veniva lanciato contro le nostre prime linee, e immediatamente dopo l'8a brigata della 20a divisione ungherese iniziava l'attacco. Anche in questo settore dense nubi investirono le prime e seconde linee, i ricoveri ed i camminamenti, estendendo il loro effetto sino a Peteano e Sdraussina. L'attacco fu particolarmente violento contro le truppe che tenevano le posizioni appena sotto le cime del San Michele; alcuni battaglioni del 19° e 20° reggimento furono quasi completamente annientati , mentre i superstiti venivano travolti dalle truppe nemiche. Nel pomeriggio, grazie ad un improvviso cambio nella direzione del vento che faceva risalire il gas verso gli austriaci che scendevano, ed al tenace sforzo di riorganizzazione compiuto dalle truppe italiane, il terreno perduto era stato interamente riconquistato. Tra il 29 ed il 30 giugno, nel solo settore del fronte San Michele-San Martino del Carso, per l'azione dei gas e del contemporaneo attacco nemico si ebbero 100 morti tra gli ufficiali e 2.600 morti tra i soldati; rimasero gravemente intossicati 98 ufficiali e 3.900 uomini di truppa; complessivamente vennero messi fuori combattimento circa 200 ufficiali e 6.500 uomini di truppa. Tra gli austriaci le perdite ammontarono a 23 ufficiali e 1.549 soldati fuori combattimento. Paolo Antolini

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